Associazione PONTES dei tunisini in Italia


E' nata PONTES TUNISIE !

 

 

 

 

L'associazione PONTES ha costituito una filiale in Tunisia

nell'ottica già promossa dalla nostra associazione PONTES dei tunisini in Italia della valorizzazione della società civile nella partecipazione allo sviluppo e alla collaborazione tra sponda Nord e Sud del mediterraneo. L'associazione propone quindi una duplice realtà che collega immigrati tunisini in Italia con il paese di origine e vice versa. Gli obiettivi di scambio e co-sviluppo sono oggi al centro delle nostre attività con il lancio di progetti per il capacity building della società civile in Tunisia nel contesto attuale di libertà e di democrazia.

Maggiori dettagli sono presenti nel link seguente

 

 

 


 

L'associazione PONTES partecipa all'incontro "Islam e seconde generazioni in Italia" a Terni , il 22 febbraio 2012

 

 

Una riflessione a più voci su una realtà giovanile che vive tra aspettative di integrazione e tradizioni familiari.
Giovani, nati in Italia o figli di immigrati, istruiti e socializzati nel nostro paese, che non si identificano come i loro genitori, nella loro società di origine, ma che vivono in modo problematico anche la propria appartenenza alla società di accoglienza.
In questa complessa esperienza di cambiamento,come si colloca la loro appartenenza religiosa? Si è indebolita, rafforzata,mutata, o è inesistente? E con quali conseguenze rispetto al loro percorso di cittadinanza?

NE DISCUTONO:
Sumaya Abdel Qader – Associazione European Forum of Muslim Women
Gino Battaglia - Ufficio naz. ecumenismo e dialogo interreligioso CEI
Khalid Chaouki - Minareti.it
Fiorella Giacalone - Università di Perugia
Adel Jabbar - Sociologo, scrittore
Ouejdane Mejri - Associazione Pontes Tunisini in Italia
Youssef Sbai - Imam di Massa Carrara

La religione immigrata
Islam e Seconde Generazioni in Italia
22 febbraio 2012 - ore 9.30 – 13.30
Sala blu, Palazzo Gazzoli
Via del Teatro Romano 13
TERNI

Per maggiori informazioni contattare segreteria@aliseicoop.it


Roma, Martedì 21 febbraio ore 15, presso la Casa dei diritti sociali via dei Mille, 36
CONFERENZA STAMPA
della delegazione delle famiglie dei migranti tunisini dispersi

 

La delegazione dei familiari dei migranti tunisini dispersi, in Italia da 15 giorni per lunedì 20 ha fatto la richiesta di entrare nel Cie di Ponte Galeria e martedì 21 sarà davanti all’Ambasciata tunisina alle 9.30 e a un incontro al Viminale alle 12

Continua in Italia e in Tunisia la mobilitazione delle mamme e delle famiglie dei migranti tunisini dispersi.

La loro richiesta alle istituzioni italiane e tunisine rimane invariata: uno scambio delle impronte digitali dei loro figli, per sapere se siano arrivati in Italia.

E’ da circa un anno, ormai, che le famiglie chiedono di conoscere qualcosa sulla sorte dei loto figli, partiti verso l’Europa subito dopo la rivoluzione, e da tre mesi che si rivolgono a entrambi i paesi per chiedere lo scambio delle impronte, unico modo per sapere se siano arrivati in Italia e se siano all’interno di un sistema detentivo previsto dalle politiche di governo delle migrazioni dell’Italia e dell’Unione Europea. Lanciano appelli, scrivono lettere ai ministri, chiedono incontri, organizzano sit-in e portano ovunque le fotografie dei loro figli; ma mentre anche in Italia si sta rompendo in parte il silenzio stampa su questa vicenda, i tempi delle diplomazie continuano a reagire con le loro lentezze e le loro indifferenze.

Come collettivo di donne italiane e tunisine che sostengono l’appello delle famiglie con la campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano” chiediamo a tutti e tutte di far sentire la propria solidarietà e di partecipare alle mobilitazioni, ribadendo con forza che nessuno possa più scomparire così, in mare come nei Cie.

Le venticinque undici
Associazione Pontes dei Tunisini in Italia

Per contatti:venticinquenovembre@gmail.com

Casa dei diritti sociali 06 4464613-4464742

Segui gli avvenimenti sul blog https://leventicinqueundici.noblogs.org/

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Una delegazione di genitori dei dispersi in Italia

I genitori dei tunisini scomparsi in sciopero della fame

Abbandomati nel silenzio generale - almeno qui in Italia - e abbandonatoi anche dal ministero degli Esteri tunisino che, inizialmente, ha sovvenzionato il loro arrivo in Italia, hanno iniziato da venerdì uno sciopero della fame. Si tratta della delegazione di famiglie tunisine arrivate in Italia ormai da più di dieci giorni per cercare i loro figli, che sono partiti a marzo su diverse imbarcazioni alla volta dell'Italia e poi sono spariti, nonostante esistano un certo numero di indizi sul loro approdo in Italia.
La questione sta facedo molto "rumore" in Tunisia, grazie alla capacità di queste famiglie (sono moltissime, i ragazzi "scomparsi" sono circa 250 e le imbracazioni sulle quali si indaga quattro) di manifestare da più di un anno. Noi li avevamo intervistati poco dopo il loro arrivo in Sicilia. VIDEO

continua a leggere..

 

L'intera vicenda della delegazione dei famigliari dei dispersi

è stata riportata dal blogger Rabih Bouallague, vari post sono disponibili sul suo blog "L'angolo del patriota"

 

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Lettera aperta al ministro Riccardi, consegnata il 14 febbraio 2012 dalla delegazione dei famigliari incontrati a Tunisi durante la visita del ministro in Tunisia

(pubblicata sul manifesto online il 12 gennaio 2012)

 

Al ministro per la cooperazione internazionale e per l’integrazione, Andrea Riccardi
Gentile Ministro,


Le scriviamo questa lettera in occasione della sua prossima visita a Tunisi e del suo incontro con il governo tunisino. Come lei certamente sa, dal mese di marzo 2011 le mamme e le famiglie dei migranti tunisini dispersi chiedono con insistenza di poter conoscere qualcosa sulla sorte dei loro figli, partiti verso l’Italia e l’Europa subito dopo la rivoluzione tunisina nell’unico modo previsto per loro dalle politiche di controllo e di governo delle migrazione dell’Unione europea.
Dopo essersi rivolte per mesi alle istituzioni del loro paese, quelle mamme e famiglie indirizzano ora un appello anche alle istituzioni italiane affinché ci sia una collaborazione nella ricerca dei loro figli di cui, nel caso siano arrivati in Italia e siano stati messi all’interno di un sistema detentivo previsto da tali politiche, l’Italia deve avere le impronte digitali.
Tutte e tutti noi abbiamo assistito, nel corso del 2011, al trattamento che le autorità italiane hanno riservato ai giovani tunisini che avevano appena lottato per combattere una dittatura, allo spettacolo indecoroso dell’isola di Lampedusa trasformata in un’isola prigione, alla vergogna dei Cie-galleggianti attraccati per settimane al porto di Palermo, alla continuazione della pratica dei respingimenti in mare, così come alla complicità e all’indifferenza delle istituzioni dinanzi alle infinite morti nel Mediterraneo che, mai come quest’anno, è stato un cimitero marino.
Per questo, come collettivo di donne italiane e tunisine, abbiamo sentito l’esigenza di unirci alla richiesta di quelle famiglie e di darne risonanza in Italia con la campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano” sostenuta insieme a noi dalle numerose e dai numerosi firmatarie/i dell’appello.
In seguito alla pressione mediatica che le continue manifestazioni delle famiglie in Tunisia e le nostre iniziative in Italia hanno suscitato, una delegazione delle famiglie tunisine dei migranti dispersi è potuta venire in Italia, dove si trova da più di una settimana.
Qui, però, dopo una prima visita al Centro di identificazione ed espulsione di Trapani, in cui le famiglie hanno potuto vedere con i propri occhi le condizioni di detenzione, le autorità hanno negato loro l’accesso ad altre strutture detentive, mentre la questura di Agrigento continua a non rispondere alla richiesta di un possibile rilevamento delle impronte a partire dalle carte di identità dei loro figli.
Tutto ciò, nonostante una lettera del sottosegretario del ministero per le Migrazioni tunisino al governo italiano facesse presente come per la Tunisia la questione dei dispersi fosse diventata una priorità “perché dobbiamo stabilire che la loro vita conta quanto quella di tutti gli altri, che non possiamo essere una democrazia senza mettere a disposizione tutti i nostri mezzi per stabilirlo” e chiedesse alle autorità italiane di “fornire tutta la collaborazione necessaria per fare luce sulla sorte di questi cittadini tunisini scomparsi”.
A metà gennaio, come collettivo di donne, avevamo indirizzato una richiesta alla Ministra dell’interno italiana, così come al Ministro degli esteri. Non ci risulta, però, a tutt’oggi, una presa di posizione italiana ufficiale sulla vicenda, mentre le autorità competenti continuano a inviare liste di impronte digitali ai consolati dei cosiddetti “paesi terzi” in vista delle espulsioni.
E’ un silenzio che riteniamo intollerabile. Pensiamo, infatti, che quelle mamme e quelle famiglie abbiamo il diritto a una risposta immediata alla domanda che ormai da troppo tempo inoltrano alle loro istituzioni e alle istituzioni italiane: un confronto delle impronte digitali che permetta loro di sapere se i loro figli siano in vita. La invitiamo pertanto a incontrare le famiglie in occasione della sua prossima visita in Tunisia e a farsi garante con loro di una pronta risposta da parte del governo italiano.


Le Venticinqueundici
Associazione Pontes dei tunisini in Italia

 

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La Tunisia chiede una nuova legge sull’immigrazione

Trasmissione Radiofonica Passpartù, AMISnet radio e multimedia, A cura di Marzia Coronati • 16 febbraio 2012

Dal 28 gennaio sei persone sono in Sicilia con l’intenzione di visitare tutti i centri per migranti presenti sull’isola fin quando non troveranno i loro figli. Sono le mamme e i papà di alcuni dei tanti ragazzi partiti dalla Tunisia a marzo del 2011 e scomparsi nel nulla. Di questa storia avevamo già parlato sulle frequenze di Passpartù, ma in questa puntata vogliamo tornare a parlarne, perchè a quasi un anno di distanza dalla scomparsa dei ragazzi le istituzioni non hanno dato nessuna risposta ai familiari dei dispersi. In seno al governo tunisino però qualcosa si sta muovendo, soprattutto grazie alla coraggiosissima battaglia che i familiari stanno portando avanti.

Stando ai dati diffusi dalla delegazione tunisina sono 680 le famiglie che hanno visto partire i loro familiari a marzo del 2011 e da allora non ne sanno più niente. Da mesi ormai chiedono alle istituzioni tunisine e italiane di attuare un confronto tra le impronte digitali dei propri figli e quelle che sono registrate nei centri per migranti in Italia, così da poter sapere se i loro cari si trovano nel nostro Paese, ma ad oggi ancora niente è stato fatto. I sei sono venuti in Italia con l’obiettivo di colmare da soli a questo vuoto, visitando i centri per migranti della Sicilia nella speranza di ritrovare il loro familari. Dopo avere visitato diversi centri senza nessun esito positivo, hanno organizzato un lungo sit-in davanti al consolato tunisino di Palermo e uno sciopero della fame.

Ospiti della puntata: Rabih Bouallague e i familiari tunisini in delegazione, Federica Sossi, Melissa Mancini, Ouejdane Mejri, Patrizia Mancini

sentite la trasmissione

 

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La lettera che il nostro comitato di sostegno alle famiglie dei disperso ha consegnato ai ministri italiani e tunisini il giorno 14 gennaio 2012 (video)

lettera ai ministri

Al ministro degli affari esteri tunisino, Rafik Abdessalem
Al ministro dell’interno tunisino, Ali Larayedh
Al ministro degli affari esteri italiano, Giulio Terzi
Alla ministra dell’interno italiana, Anna Maria Cancellieri

Gentili ministri,
siamo alcune donne italiane e tunisine che in Italia e in Tunisia hanno appoggiato il testo di un appello dei familiari dei migranti tunisini dispersi. Giovani, che sono partiti subito dopo la rivoluzione tunisina affermando così la libertà da poco conquistata come libertà di movimento. Di loro non si sa nulla, nemmeno esattamente quanti siano. 250? 500? Qualcuno dice di più.
“Immagini, tu?” chiedeva l’appello firmato ormai da molte persone che sono riuscite a immaginare ciò che i familiari di quei giovani migranti stanno vivendo da mesi: non sanno, se i loro figli siano arrivati in Italia o se siano morti, se siano approdati in qualche altro paese del Mediterraneo, Malta o la Libia, se siano stati catturati in uno dei tanti sistemi detentivi previsti dalle politiche europee di controllo delle migrazioni e non possano, così, dare notizia del loro arrivo. Non sanno e con la radicalità del loro dolore che pretende invece di sapere, hanno chiesto e richiesto infinite volte, con manifestazioni, sit-in, domande di incontri e colloqui con ministri tunisini, sottosegretari, consoli, funzionari delle ambasciate, e infine con questo appello, che il loro dolore non venga ignorato e che qualcuno gli risponda. “Immagini, tu?” continua a chiedere il testo del loro appello, “tuo fratello o tuo figlio parte e non dà più notizie di sé dopo la sua partenza. Non è arrivato? Non lo sai (…) potrebbe essere in una cella di isolamento, potrebbe essere stato arrestato come passeur, potrebbe essersi rivoltato nel centro di detenzione, potrebbe…. Potrebbe essere in Italia, ma forse a Malta, forse in Libia. Immagini, tu? Per alcune e alcuni di noi non si tratta di immaginare perché è quello che ci è successo. Sono partiti dalla Tunisia con le barche e in molti non hanno più dato notizia di sé. Sono morti? Sono in carcere? Sono…?”.
Chi è riuscito a immaginare ha sostenuto l’appello con una firma (http://www.storiemigranti.org/spip.php?article995) e partecipando alle iniziative per la sua diffusione. A voi chiediamo un gesto altrettanto semplice: rispondere alla domanda che i familiari rivolgono da troppo tempo alle istituzioni del loro paese a alle istituzioni italiane, nell’unico modo attraverso cui la risposta potrebbe essere esaustiva. In Tunisia e in Italia, nel caso in cui in Italia quei giovani siano arrivati e siano all’interno di un sistema detentivo, ci sono le loro impronte digitali: basterebbe uno scambio di dati tra i database dei due paesi, un incrocio su richiesta dei genitori. Questo permetterebbe di ritrasformare le loro impronte in vite, o, eventualmente, in morti, di cui fare il lutto e da aggiungere all’infinito elenco delle morti di migranti nel Mediterraneo che, volute dalle politiche di controllo delle migrazioni, hanno trasformato quel mare in un cimitero marino. Basterebbe questo semplice gesto per rispettare il dolore dei familiari tunisini, dovendo riconoscere, così, almeno indirettamente e in parte, le vite di quei giovani e il loro desiderio di libertà. Vi chiediamo, quindi, di procedere all’incrocio dei dati in presenza di una delegazione dei promotori dell’appello.
Le Venticinqueundici, Associazione Pontes
http://leventicinqueundici.noblogs.org/

 

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Per seguire la nostra campagna per i tunisini dispersi
DA UNA SPONDA ALL'ALTRA: VITE CHE CONTANO “Dove sono i nostri figli?” vi invitiamo a visitare questo link

- Un reseconto della vicenda (in francese) pubblicato dalla nostra associazione

- Ne hanno parlato:

NEWS !!!

Reportage di Enrico Montalbano, Laura Verduci
Sul manifesto.it

Da sabato una delegazione composta da sei persone è arrivata dalla Tunisia in Italia. Sono i parenti di circa 200 ragazzi partiti a marzo su 4 imbarcazioni - il 1 marzo, il 14, e due barche il 29 - di cui si sono perse le tracce. Alcuni di loro hanno telefonato, dicendo di essere appena arrivati o di riuscire a vedere la costa e le navi italiane. Ma poi, più nessun segnale. In quei giorni non si hanno notizie di naufragi. I loro parenti da mesi manifestano in Tunisia affinché qualcuno dia loro notizie più certe sulla sorte di questi ragazzi. Il governo tunisino ha chiesto a quello italiano di poter avere le impronte di tutte le persone identificate come tunisine arrivate in Italia in quei giorni. In queste settimane sono in corso importanti trattative. Intanto, la delegazione è arrivata in Italia con l’intento di visitare alcuni centri di detenzione per migranti, sperando di trovare le tracce dei loro figli e dei loro fratelli.

 

 

 

Il video dell'appello (Associazione PONTES) - Da condividere e sottoscrivere - GRAZIE del vostro sostegno

 

 

 

 

 


 

 

 

L'associazione PONTES vi invita all'incontro "Conversazioni sulla cittadinanza necessaria",
a Milano, giovedì 2 febbraio alle ore 18.30

Nell'ambito della campagna per la cittadinanza "L'ITALIA SONO ANCH'IO", alla quale l'associazione PONTES aderisce, si terrà a Milano l'incontro "Conversazioni sulla cittadinanza necessaria" , presso la libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires, 33 (Milano)

Intervengono :

 

Il presidente Giorgio Napolitano ha parlato chiaramente per una riforma della legge sulla cittadinanza, che è l'oggetto di questa campagna. Oggi chi nasce in Italia non ha la cittadinanza, e gli stranieri regolari da oltre 5 anni non votano alle amministrative.

Per aderire cerca qui la tua città

 


 

Giovedì 26 gennaio 2012
L'associazione PONTES vi invita all'iniziativa

Dalla rivoluzione tunisina alla Fortezza Europa: storie di migranti e di gendarmi


Giovedì 26 gennaio 2012, a Milano, in Cox18, proiezione del film documentario di Matteo Calore e Stefano Collizzolli – Zalab, in cui alcuni migranti tunisini, giunti in Italia dopo la rivoluzione e la fine del regime di Ben Alì, raccontano in prima persona la loro storia, I nostri anni migliori. Durante la serata - alla quale parteciperanno Matteo Calore, Fethi Oueslati, Federica Sossi, Oujedane Mejri e Omeyya Seddik -, verrà anche (ri)presentato l’appello per i migranti tunisini dispersi ((نداء من أجل التونسيين المهاجرين المفقودين/Appel pour les migrants tunisiens disparus/Petition for missing Tunisian migrants),promosso da Storie Migranti e sostenuto attivamente in questi mesi dal collettivo Venticinqueundici e dall'associazione Pontes con la campagna Da una sponda all'altra: vite che contano. Sulle ragioni dell'appello - che anche Marginalia ha sottoscritto e pubblicato lo scorso novembre -, rinviamo alla recente trasmissione di approfondimento del Mfla e all'articolo di Annamaria Rivera pubblicato qualche giorno fa su Il Manifesto, I migranti scomparsi e il silenzio delle istituzioni.

dal blog marginalia

 


 

 

Grazie di firmare l'appello

Appello per i migranti tunisini dispersi/نداء من أجل التونسيين المهاجرين المفقودين/Appel pour les migrants tunisiens disparus/Petition for missing Tunisian migrants

Prova a immaginare: tuo fratello o tuo figlio parte e non dà più notizie di sé dopo la sua partenza. Non è arrivato? Non lo sai, potrebbe essere stato arrestato nello stato di arrivo che non prevede che si possa arrivare semplicemente partendo e che per questo arresta quelli che arrivano mettendoli nei centri di detenzione o in prigione. Aspetti qualche giorno, guardi immagini alla televisione del luogo in cui potrebbe essere arrivato, per sperare di vederlo. Capisci anche che tuo figlio o tuo fratello non è l’unico a non aver telefonato dopo essere partito. Insieme alle altre famiglie chiedi allora alle autorità del tuo paese di informarsi, di capire se sono tutti in qualche carcere, speri che lo siano anche se temi che non vengano trattati bene. Ma le autorità non fanno nulla, non chiedono e non ti ascoltano, per mesi. Tu nel frattempo fai presidi, manifestazioni, parli con i rappresentanti di alcune associazioni, con i giornalisti, porti la foto di tuo figlio o di tuo fratello ovunque, ti affidi a ogni persona che viene dall’altro paese, le dai le foto, la data di nascita, le impronte digitali. Vuoi sapere.
Ma non accade nulla e cominci a immaginare: potrebbe essere in una cella di isolamento, potrebbe essere stato arrestato come passeur, potrebbe essersi rivoltato nel centro di detenzione, potrebbe…. Potrebbe essere in Italia, ma forse a Malta, forse in Libia.

Immagini, tu? Per alcune e alcuni di noi non si tratta di immaginare perché è quello che ci è successo. Sono partiti dalla Tunisia con le barche e in molti non hanno più dato notizia di sé. Sono morti? Sono in carcere? Sono…?

Per saperlo chiediamo ora alle autorità italiane e tunisine di collaborare. Sarebbe molto semplice, perché in Tunisia le carte di identità sono con le impronte digitali e in Italia esistono i rilievi dattiloscopici dei migranti identificati o detenuti. Chiediamo, allora, che i parenti dei dispersi possano fare una domanda al Ministero degli esteri tunisino affinché fornisca le impronte digitali al Ministero degli interni italiano e a questo chiediamo di rispondere.

Immagini, tu? Se riesci a immaginare ti chiediamo di sostenere con una firma questo appello.

 

 

Prime firme:

Firma del genitore/fratello/sorella
Figlio/fratello scomparso
Data di nascita/età
Data e luogo di partenza

Salah Loussifi Marwan Loussifi 20/03/85 01/03/11 El Haouarria
Najia Elaouini Anis Lakdhar 25 anni 01/03/11 El Haouarria
Rabbeh El Hachnani Mehhdi Fdhili 31/03/90 01/03/11 El Haouarria
Naser Ben Ali El Sotani Bel Hassan Soltani 21/07/84 01/03/11 El Haouarria
Imed El Sotani Slim El Soltani 30 anni 01/03/11 El Haouarria
Saida Kerrichi Hattab Elouardi 23 anni 01/03/11 El Haouarria
Jameleddine Elmili Bechir Jameddine Elmili 10/08/87 01/03/11 El Haouarria
Fatma Elsraoui Ramzi Ben Saleh El Halouazi 28/09/85 01/03/11 El Haouarria
Thahar El Nakachi Ahmed El Nakachi 23/10/85 14/03/11 Sfax
Mohamed El Nassri Sami El Nassri 13/07/88 14/03/11 Sfax
Zohra Hagri Sahli Abdessalem Sahli Zied Sahli 20/05/83 14/03/11 Sfax
Mohamed El Hamdaoui Makrem El Hamdaoui 07/04/85 14/03/11 Sfax
Abedelaziz El Jbali Mohamed El Jbali 31/07/85 14/03/11 Sfax
Abedeltif El Akhdhar Annouar El Akhdar 23/06/85 14/03/11 Sfax
Abedelouaheb El Kharbi Aymen Ayari 11/04/92 14/03/11 Sfax
Drahem Dhouioui Maher Dhouioui 22/02/80 30/03/11 Sfax
Noureddine Ben Mbarki Karim Mbarki 10/09/89 30/03/11 Sfax
Amel Guerfia, Fourat Guerchi 22.01.1993, Sfax 30.03.2011 Fathi Hadaji 01/01/84 30/03/11 Sfax

Per firmare

 





Il 18 GENNAIO 2012
L'associazione PONTES partecipa al primo convegno sulle mutilazioni genitali a Catanzaro (Calabria)

 

Brochure dell'evento

Il Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie della Regione Calabria ha organizzato il primo seminario regionale sulle Mutilazioni Genitali Femminili, in programma il prossimo 16 gennaio al Museo Storico Militare del Parco della Biodiversità di Catanzaro, a partire dalle ore 9.30. Interverranno Rubens Curia del Dipartimento Tutela della Salute; Giovan Battista Ascone, direttore dell’Ufficio Tutela dei soggetti più vulnerabili del Ministero della Salute, Afef Haji, vicepresidente di Pontes, Associazione dei tunisini in Italia, medici ed esperti scientifici tra cui Filippo Casadei, Cecilia Gallotti, Miriam Gualtieri, Salvatore Inglese, Ida Vero e Liliana Rizzo.

Questo primo seminario regionale intende sensibilizzare, nel quadro delle iniziative del Governo nazionale, i soggetti istituzionali attraverso un serrato dialogo e si propone di creare un laboratorio regionale capace di suggerire interventi condivisi ed efficaci su un aspetto oltremodo conflittuale dell’integrazione socioculturale nell’età contemporanea.

Resoconto

Si è svolto, il 16 gennaio a Catanzaro, il primo e partecipato Seminario regionale sulle mgf (spero non sia anche l’ultimo, visto l’alto livello generale e la complessità degli interventi e dei relativi spunti di riflessione critica) . Vorrei, brevemente, segnalare alcune relazioni: Donne dei mondi altri: tradizione, modernità e conflitti di Afef Haji (psicologa, ass. Pontes); SeXwar: trasformazioni traumatiche del corpo femminile di Miriam Gualtieri e Salvatore inglese (etnopsichiatra); Le MGF in migrazione: prove di cambiamento fra genere, corpo, identità di Cecilia Gallotti (antropologa).

"La relazione di Afef Hagi è stata rilevante sotto il profilo della ricostruzione storica di una serie di meccanismi che fanno parte della dinamicità insita nelle società, in continuo mutamento, in particolare rispetto al negoziare e reinventare le tradizioni da parte di popolazioni oppresse da altre. Sul corpo delle donne vengono proiettati dubbi e angosce della società. Come possono riuscire, dunque, le donne a liberare il proprio corpo, ostaggio tra modernità e tradizione? Come possono appropriarsi della propria soggettività? Una delle possibili risposte, secondo A.Haji, può essere proprio quella di avviare pubbliche discussioni." (leggere seguito sul Blog Suddegenere)

 

 





Il 14 GENNAIO 2012
Presidio organizzato dall'associazione PONTES insieme al gruppo di donne Levencinqueunidici e il collettivo dei tunisini a Parma

 

Video del presidio - resoconto
(Servizio di Silvia Tagliabue)

 

 

 

Il 14 GENNAIO 2012
Tunisini scomparsi in Italia, presidio per ritrovarli a Milano davanti alla prefettura di Milano, ore 10.00

 

Per sostenere la campagna della ricerca dei dispersi tunisini, il 14 gennaio,  anniversario della Rivoluzione Tunisina, si terrà un presidio sotto la Prefettura di Milano in Corso Monforte 31 apartire delle ore 10.00.

Tutti i sostenitori di questa campagna contro il silenzio e l'indifferenza di fronte al dolore dei famigliari ma anche contro questa politica di immigrazione che mercifica gli esseri umani e porta a fare del mediterraneo un cimitero marino e l'Italia terra di detenzione di migliaia di giovani immigrati, sono invitati a raggiungerci sabato 14 gennaio a Milano.

 



Comunicato stampa:

SABATO 14 GENNAIO ORE 10


PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA DI MILANO (Corso Monforte)
“Immagini, tu?” chiede il testo di un appello delle famiglie dei migranti tunisini partiti subito dopo la rivoluzione verso l’Europa e che non hanno dato notizia del loro arrivo, “tuo fratello o tuo figlio parte e non dà più notizie di sé dopo la sua partenza. Non è arrivato? Non lo sai (…) potrebbe essere in una cella di isolamento, potrebbe essere stato arrestato come passeur, potrebbe essersi rivoltato nel centro di detenzione, potrebbe…. Potrebbe essere in Italia, ma forse a Malta, forse in Libia”.

Noi siamo un gruppo di donne italiane e tunisine che sabato 14 gennaio, anniversario della rivoluzione tunisina, ha deciso di organizzare un presidio davanti alla Prefettura di Milano (corso Monforte, ore 10) per sostenere l’appello dei familiari tunisini e ribadire che la parola libertà senza libertà di movimento è una parola vuota.
In quell’occasione consegneremo al Prefetto di Milano e al Console tunisino una lettera indirizzata ai Ministri degli esteri e degli interni italiani e tunisini in cui si chiede di rispondere alla domanda che i familiari di quei giovani dispersi rivolgono da troppo tempo alle istituzioni del loro paese e alle istituzioni italiane: uno scambio delle impronte digitali conservate nei database dei due paesi. Un incrocio dei dati, su richiesta dei genitori, per ritrasformare le impronte di quei giovani in vite, o, eventualmente, in morti, di cui fare il lutto e da aggiungere all’infinito elenco delle morti di migranti nel Mediterraneo che, volute dalle politiche di controllo delle migrazioni, hanno trasformato quel mare in un cimitero marino. Basterebbe questo semplice gesto, infatti, per rispettare il dolore dei familiari tunisini, dovendo riconoscere, almeno indirettamente e in parte, le vite di quei giovani e il loro desiderio di libertà. A tutte/i, e a tutte/i coloro che hanno sostenuto la campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano” in appoggio all’appello dei familiari, chiediamo di partecipare all’iniziativa.


Le 2511, Associazione Pontes dei Tunisini in Italia


Per informazioni: venticinquenovembre@gmail.com
Per aggiornamenti https://leventicinqueundici.noblogs.org/
http//:www.pontes.it

 


 

Il 10 GENNAIO 2012, Milano ore 20.30
DA UNA SPONDA ALL'ALTRA: VITE CHE CONTANO “Dove sono i nostri figli?”

Proiezione del documentario “I nostri anni migliori” (Teatro della Cooperativa)

 

Comunicato stampa:

Dove sono alcuni dei giovani tunisini partiti verso l'Europa dopo la rivoluzione? Sono circa 1000 i dispersi. Rispettare i desideri di libertà e di movimento significa far contare le loro e le nostre vite.
Facciamo più rumore possibile per far tacere il silenzio del mare...

La campagna Da una sponda all'altra: vite che contano - Dove sono i nostri figli?  supporta l'appello dei familiari dei tunisini dispersi. L'appello chiede che le impronte, che servono per schedare le persone e ostacolarne la libertà di movimento, vengano utilizzate in questo caso per sapere se e dove siano arrivati i loro figli partiti dalla Tunisia verso l’Italia nei primi mesi del 2011.

Il 10 gennaio si terrà a Milano una iniziativa pubblica presso il Teatro della Cooperativa (ore 20.30, via Privata Hermada, 8- MM gialla Maciachini, poi tram 4 e fermata Niguarda centro) dove  si proietterà il documentario “I nostri anni migliori” di Matteo Calore e Stefano Collizzoli – Zalab. Seguiranno interventi di donne italiane e tunisine e un collegamento con Tunisi per aggiornamenti sulla campagna “Da una sponda all'altra: vite che contano”. Organizzano: Associazione Pontes dei Tunisini in Italia, gruppo femminista Le Venticinqueundici (Milano), Teatro della Cooperativa, gruppo Tunisia Libera di Tunisi e collettivo Tunisini di Parma, Zalab.

 

 


Il 17 E 18 DICEMBRE 2011 - Milano, Parma e Tunisi
MANIFESTAZIONE:" DA UNA SPONDA ALL'ALTRA: VITE CHE CONTANO
"

 

Comunicato stampa:

In occasione dell'anniversario della morte di Mohamed Bouazizi che ha dato inizio alla rivoluzione tunisina e in occasione della Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, il gruppo leventicinqueunidici, i tunisini di Parma e l’associazione Pontes dei Tunisini in Italia, si ritrovano in una azione congiunta per supportare l’appello dei familiari dei migranti tunisini dispersi.

I giorni 17 e 18 dicembre 2011, contemporaneamente a Milano, Parma e Tunisi, verrà esposto lo striscione Da una sponda all'altra: vite che contano e (in arabo) Dove sono i nostri figli?  per supportare questo appello dei familiari in cui si richiede che le impronte, che servono per schedare le persone e ostacolarne la libertà di movimento, vengano utilizzate in questo caso per sapere se e dove siano arrivati i loro figli partiti dalla Tunisia verso l’Italia nei primi mesi del 2011.

 

Gruppo leventicinqueundici
I tunisini di Parma
Associazione Pontes dei Tunisini in Italia

Immagini della manifestazione di Tunisi (18 dicembre 2011)


 

 

 


 

 

Altre fotografie sono presenti sulla nostra pagina facebook (associazione PONTES)

Accedi alla pagina riguardante le azioni in relazione con gli sbarchi dei giovani tunisini sulle coste europee



Fine della censura ! I giornalisti possono entrare nei CIE (Centri di Identificazione ed Esplusione)

"Fine della censura. La neo ministra dell'Interno Maria Cancellieri ha riaperto alla stampa le porte dei centri di identificazione e espulsione (Cie). Finisce così l'era della censura. Durata più di otto mesi, da quando lo scorso primo aprile, l'allora ministro dell'Interno Roberto Maroni instaurò il divieto di ingresso della stampa nei Cie, con la famosa circolare 1305. Contro la censura si sono schierati in questi mesi un gruppo di giornalisti a partire da un primo appello lanciato a maggio da Fortress Europe. Il gruppo nel tempo è andato crescendo, grazie al decisivo e convinto sostegno del sindacato e dell'ordine dei giornalisti, e di un gruppo di parlamentari e associazioni che lo scorso 25 luglio hanno dato vita alla campagna lasciateCIEntrare, davanti ai Cie di mezza Italia. I colleghi Raffaella Cosentino e Stefano Liberti, sostenuti dall'Unione Forense per i diritti umani e da Open Society, avevano pure presentato ricorso contro il divieto di ingresso. Ma il ministero dell'Interno ha fatto marcia indietro prima che ci pensassero i giudici."

Tutte le informazioni sul sito Fortress Europe (Come ottenere l'accredito per entrare nei CIE).

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L'associazione PONTES si associa alla campagna contro il silenzio "LasciateCIEntrare"

 

Come è purtroppo noto, le porte dei CIE (Centri di Identificazione) e dei CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo), sono da tempo sbarrate per l'informazione, sono luoghi interdetti alla società civile e in cui soltanto alcune organizzazioni umanitarie, arbitrariamente scelte, riescono ad entrare. Una circolare del Ministro dell'interno, la n. 1305 del 1° aprile scorso, ha reso ancora più inaccessibili tali luoghi, fino a data da destinarsi, in nome dell'"emergenza nordafricana". Giornalisti, sindacati, esponenti dell'associazionismo antirazzista umanitario nazionale e internazionale, presenti nel territorio in cui sono ubicati, sono considerati, secondo la circolare, "un intralcio" all'operato degli enti gestori e per questo tenuti fuori.


 


Violato il diritto-dovere di informare. Questo si traduce, di fatto, in una sospensione del diritto-dovere di informazione che si va ad aggiungere alle tante violazioni già riscontrate in questi centri. Non potendo entrare diviene legittimo pensare che in essi si determinino condizioni di vita inaccettabili e ripetute violazione dei diritti. Le poche fonti reperibili di notizie diventano i video registrati da cellulari, dagli immigrati trattenuti nei centri, le lettere che riescono a partire dall'interno, le telefonate e le testimonianze rese da chi esce o fugge, e quanto arriva non è certo dimostrazione di trattamento rispettoso dei diritti umani.

Semi-detenuti senza reato.
Il prolungamento votato nei giorni scorsi dal parlamento, che consente di trattenere le persone non identificate nei Cie fino a 18 mesi, aumenta il disagio e la sofferenza in cui si ritrovano persone che non hanno commesso alcun reato. Gravi lacune si registrano poi nell'esercizio del diritto alla difesa. A tale scopo chi opera nell'informazione ritiene fondamentale avere modo di poter far conoscere alla pubblica opinione quanto in questi luoghi avviene, le ragioni dei continui tentativi di fuga e rivolta, dell'aumento dei casi di autolesionismo che spesso sfociano nel tentativo di suicidio. L'informazione deve poterne parlare, la società ha il diritto di sapere. Così come migranti e i cittadini stranieri hanno il diritto di essere informati ed assistiti dai legali, dalle associazioni e dai sindacati.

Il Comitato promotore. FNSI, Ordine dei Giornalisti, Art. 21, ASGI, Primo Marzo, OpenSociety Foundation, European Alternatives e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta, Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi.

Informazioni. Chiunque voglia partecipare o richiedere ulteriori informazioni può mettersi in contatto con: Gabriella Guido - Rete PRIMO MARZO: ggabrielle65@yahoo. it; oppure Renzo Santelli - FNSI: renzo.santelli@fnsi.it

 


 

AZIONE : "Chi ha raggiunto la sponda nord del mare ?"
Aiutiamo le famiglie dei dispersi a trovare la traccia dei loro figli

 

L'azione "Chi ha raggiunto la sponda nord del mare?" consiste semplicemente nel raccogliere il numero massimo di video e immagini che ritraggono i giovani tunisini arrivati sulle coste italiane negli ultimi mesi. Vogliamo mettere a disposizione delle famiglie il più gran numero di documenti visivi che permetterebbero di identificare i loro figli, vedere che sono lì, da qualche parte in Europa, ma che sono vivi.
La nostra azione non può essere per sua natura esaustiva e non potrebbe dare risposta a tutti ma se riusciamo insieme solo a ridare speranza a qualche madre avremmo raggiunto un grande obiettivo.

L'iniziativa "Chi ha raggiunto la sponda nord del mare?" nasce dall'idea che Rebah Kraiem, donna tunisina migrante in Italia, ha avuto per cercare di aiutare le madri e le famiglie dei giovani tunisini partiti negli ultimi mesi dalle sponde della Tunisia diretti verso l'Italia. Questa iniziativa che la nostra associazione appoggia si articola in varie fasi tra l'adesione all'azione "LASCIATECI ENTRARE" e la raccolta di informazioni sugli immigrati tunisini arrivati nel 2011 attualmente in detenzione nei CEI.

Ognuno di noi potrebbe partecipare a questa azione semplicemente fornendo un link a video o immagini che ritraggono giovani tunisini arrivati negli ultimi mesi. Ogni servizio (dei telegiornali), documentario, fotografia o altro materiale presente sul web portebbe essere condiviso in questa pagina e rispondere all'impaziente disperazione di centinaia di famiglie. Inviateci le vostre segnalazioni all'indirizzo pontes@live.it.

GRAZIE DEL VOSTRO AIUTO !

 

VEDI I VIDEO - VOIR LES VIDEOS - تصاور و فيديو

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Compliare il modulo del censimento ISTAT è obbligatorio anche per gli immigrati - Altrimenti si rischia di perdere la residenza e non solo...

 

Anche i cittadini stranieri residenti devono compilare il questionario del Censimento Istat 2011.

Non compilare il questionario comporterà per i cittadini stranieri residenti, una sanzione amministrativa e la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente. In questo caso, le conseguenze sarebbero notevoli considerato che l’anzianità di residenza è un requisito per accedere a diverse prestazioni sociali, ai bandi per l’edilizia residenziale pubblica e, per le persone straniere, l’accesso a diritti e servizi.



 


 

L'associazione PONTES vi invita all'iniziativa "Tunisia - Elezioni del 23 ottobre 2011 per l’assemblea costituente, resoconto e prospettive"


Giovedì 3 novembre 2011 / ore 17.30 - BOLOGNA
Biblioteca Casa di Khaoula
Via di Corticella, 104 / Tel. 051-6312721

L'Associazione PONTES dei Tunisini in Italia, in collaborazione con il “Comitato per la solidarietà con i popoli del Nord Africa in rivolta”

Dopo la caduta del regime di Ben Ali sotto la pressione delle rivolte popolari che hanno attraversato la Tunisia dal dicembre scorso, il primo passo necessario per arrivare a definire una costituzione sono state le elezioni dell’assemblea costituente del 23 ottobre. Per la prima volta anche i tunisini residenti in Italia hanno preso parte a questa tappa del processo di democratizzazione stabilendo seggi in varie città italiane per la selezione di 3 rappresentanti all’assemblea costituente. Afef Hagi analizzerà le varie fasi di questo processo fornendo anche informazioni e filmati sulla rivoluzione tunisina, particolarmente sul ruolo svolto dalla rete nella rinascita della cittadinanza.

Serata a cura della Dott.ssa Afef Hagi, Associazione Pontes dei tunisini in Italia.

 

 


 

Vi invitiamo all'incontro ROTTE DI LIBERTA'?
Processo democratico e movimenti migratori nella Tunisia dopo Ben Ali


Giovedì 10 novembre 2011 / ore 21:00- BOLOGNA


Ingresso libero

Processo democratico e movimenti migratori nella Tunisia dopo Ben Ali
Libertà di movimento e protezione internazionale nella transizione post rivoluzione

Ne parliamo con

Giuliana Sgrena, giornalista

Monia Ben Jémia, Associazione Donne Democratiche di Tunisia e docente di Scienze Giuridiche Università di Tunisi

Ouejdane Mejri, Associazione Pontes dei tunisini in Italia

A cura di Associazione Ya Basta! Bologna - In collaborazione con Progetto Emilia Romagna Terra d'Asilo

Info:
Associazione Ya Basta! Bologna
Via Casarini 17/4 Bologna
yabasta.bologna@gmail.com
Tel 051 6493234

 


 


Vi invitiamo alla presentazione del film tunisino
"No more fear"- "لا خوف بعد اليوم" con il regista Mourad Ben Cheikh
Sabato 17 settembre a Milano ore 18.30
Ingresso libero

nell'ambito del Festival TRAMEDAFRICA

Chiostro del Teatro Grassi | 18.30 |
APERITIVO IN BIANCO E NERO - Ouejdane Mejri presenta "No more fear" di Mourad Ben Cheikh

Piccolo Teatro Grassi | 19.00 |
CINEMA - NO MOR E FEAR di Mourad Ben Cheikh, selezione ufficiale del Festival di Cannes 2011

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TRAMEDAFRICA - XI Festival Tramedautore
DAL 17 al 25 SETTEMBRE 2011


... | Sabato 17 settembre

Chiostro del Teatro Grassi | dalle 11.00 alle 18.00 | ingresso libero
L’INTELLIGHENZIA AFRI CANA CHE VIVE IN LOMBARDIA
dalle 11.00 alle 13.30 - TAVOLA ROTONDA
dalle 14.30 alle 18.00 - PERLE DI ARTI AFRICANE | Letteratura e arte

Chiostro del Teatro Grassi | 18.30 | ingresso libero
APERITIVO IN BIANCO E NERO - Ouejdane Mejri presenta No more fear di Mourad Ben Cheikh

Piccolo Teatro Grassi | 19.00 | ingresso libero
CINEMA - NO MOR E FEAR di Mourad Ben Cheikh

Piccolo Teatro Grassi | 21.30 | SENEGAL
TEATRO / DANZA - S.A.T. / SOLE ACQUA TERRA

Maggiori info e programma compelto: www.outis.it



 


Prepariamoci alle elezioni dell'assemblea costituente del 23 ottobre 2011 !

 

INFORMAZIONI SUL VOTO

- Tutti i cittadini tunisini che risiedono in Italia e che sono iscritti nelle liste elettorali e hanno l'età di 18 anni (compiuti al 20 ottobre 2011) possono votare per eleggere i propri rappresentanti per l'assemblea costituente.

CONTROLLATE SE IL VOSTRO NOME E' ISCRITTO NELLE LISTE ELETTORALI !
entrate su questo link ufficiale dell'ISIE العربية/ Francese

- Sono presenti nelle liste elettorali i nominativi di:
* chi si è iscritto volontariamente recandosi presso le sedi dei consolati e le ambasciate (fino al 28 agosto questa operazione è aperta)
* chi risulta come iscritto presso una sede consolare (chi ha una carta consolare anche se scaduta).

- Chi saranno i candidati ? I tunisini in Italia potranno scegliere tra le liste di candidati presentate in Italia e che saranno composte da cittadini tunisini residenti in Italia. L'Italia ha a disposizione 3 seggi nell'Assemblea costituente.

- Il voto in Italia si farà i giorni 20, 21 e 22 ottobre presso le sedi che saranno comunicate in tempo debito. Oltre alle sedi consolari e l'ambasciata saranno istituite delle sedi in vari comuni in cui sono presente comunità tunisine importanti.

Tutti i cittadini indipendenti che vogliono partecipare all'organizzazione e al controllo delle sedi elettorali possono farlo inviando una mail con CV all'indirizzo irie@isie.tn.

 

 

- Una guida completa alle elezioni è presente nella nostra pagina Elezioni Costituente in Tunisia

- Informazioni tratte dal sito ufficiale dell'ISIE

 


 

Comunicato (2 settembre 2011)

Questo comunicato ha lo scopo di fornire ulteriori dettagli riguardo alla storia dell'associazione PONTES dei tunisini in Italia, che nasce nel 2006 nella realtà lombarda e in particolare a Milano, fondata da giovani tunisini in Italia con carattere apolitico e areligioso. Non per tanto l'associazione ha avuto modo di creare momenti di confronto tra le istiuzioni italiane, le rappresentanze tunisine in Italia, e la comunità immigrata e di affrontare tematiche relative alla cultura arabo-musulmana. Si precisa che l'associazione PONTES ha richiesto e ottenuto il patrocinio del Consolato tunisino a Milano e ha come sede legale tale consolato senza pertanto aver ricevuto, ne ricevere, finanziamenti ne supporto economico da tale ente.

L'associazione PONTES nega inoltre ogni suo coinvolgimento o rapporti di subordinanza, ne quello dei suoi membri, rispetto all'ex regime del dittatore Ben Ali e del suo partito unico RCD. PONTES prende quindi le distanze dalle voci diffamatorie e non veritiere che in questi tempi di rivoluzione cercano di screditare l'attività di PONTES a proprio beneficio.

Ricordiamo che la nostra associazione è nata in un momento in cui quasi solo gruppi dell'ex regime si muovevano nell'arena della comunità tunisina in Italia, il nostro scopo essendo quello di offrire un alternativa costruttiva e indipendente ai nostri concittadini in Italia.

Presidente fondatrice dell'Associazione PONTES
Ouejdane Mejri

 


 

18 giugno 2011 - Appuntamento a FIRENZE

"La rivoluzione tunisina. Quando la cittadinanza muore e rinasce in rete"

Seminario Internazionale "La rivoluzione tunisina. Quando la cittadinanza muore e rinasce in rete" organizzato dall’associazione PONTES dei Tunisini in Italia e dall’associazione CERISC, sabato 18 giugno 2011, dalle ore 9.30 alle ore 14.00 a Firenze, Via de' Pescioni 3 (Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira).

L’incontro intende promuovere una riflessione interdisciplinare sulla rivoluzione tunisina e sui mutamenti socio-politici e culturali che hanno condotto verso un contesto globale nel quale la diffusione delle nuove tecnologie produce un mutamento radicale dei modi di porsi della cittadinanza e dell’azione politica.
Il sentimento di appartenenza, annullato dalla dittatura nelle relazioni sociali “off-line”, ha trovato per la prima volta in Tunisia una tecnica e un luogo di ricostituzione all’interno dello spazio virtuale della rete, rafforzando in tal modo un movimento reale che ha rivoluzionato i rapporti di potere e gli assetti statali. La connettività globale ha esposto il regime all’impossibilità di mantenere opachi la chiusura di un mondo e l’assoggettamento degli individui. La rete ha offerto l’accesso all’interazione con la pluralità dei mondi e permesso una nuova operatività individuale e collettiva, sostenuta dalla compartecipazione dei tunisini della diaspora migratoria, per diffondersi poi a molti dei paesi a sud del Mediterraneo.

Lo sforzo di pensiero si proietta su quell’evento cercando di coglierne e rispettarne la novità, prima che riflessi emotivi e cognitivi lo trasfigurino ideologicamente nella ripetizione del noto o ne evidenzino autoreferenzialmente solo aspetti derivati.

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Programma dei lavori:

9.30 Introduzione - Sergio Zorzetto (Psicologo, Presidente Associazione Ce.R.I.S.C., Prato)

9.45 “Dittatori e sudditi: il rapporto di potere nel regime autocratico di Ben Ali”, Shiran Ben Abderazzak (Ricercatore, Ecole des Hautes Etudes des Sciences Sociales, Parigi)

10.45L’individuo e le nuove tecnologie: il cammino verso la cittadinanza in ambito rivoluzionario”, Afef Hagi (Psicologa, Associazione Ce.R.I.S.C, Prato) e Ouejdane Mejri (Docente di Informatica, Politecnico di Milano)

11.30 Coffee Break

11.45 “Il dispositivo tecnologico tra controllo e liberazione”,Augusto Iossa Fasano (Psichiatra e psicoanalista, Pistoia)

12.10 Commento degli interventi - Salvatore Inglese (Psichiatra, Responsabile Modulo di Psichiatria Transculturale e di Comunità, DSM dell’Azienda USL 7 Catanzaro)

13.00 Dibattito

13.30 Conclusioni - Giuseppe Cardamone (Psichiatra, Direttore DSM dell’Azienda USL 9 Grosseto)

 

Per informazioni:
Associazione PONTES dei tunisini in Italia
mail: pontes@live.it
tel: 3492587321
Evento facebook

Associazione CERISC
mail: cerisc@libero.it

 

 


 

6 maggio 2011

Donne, Islam e Democrazia : Ciclo di incontri

Primo incontro : Storia delle donne nel Maghreb
Saluti del prorettore prof. Marino Regini
...Introduce prof.ssa Marilisa D’Amico
Ne discutono: dott.ssa Rita El Khayat e prof.ssa Ouejdane Mejri
Venerdì 6 maggio 17.00-19.00 Aula 311 -
Università degli studi di Milano

Il corso è gratuito, con iscrizione obbligatoria, e si svolgerà presso l’Università degli Studi di Milano.
Le lezioni sono accompagnate da materiale didattico e indicazioni bibliografiche.
Per iscrizioni: donne.cultura@unimi.it

maggiori dettagli nella pagina attività

 


29 aprile 2011


Emergenza umanitaria : rifugiati sulla frontiera tuniso-libica

Sosteniamo i volontari impegnati nella crisi umanitaria sulla frontiera tuniso-libica, facendo donazioni all'associazione Croissant Rouge Tunisien.

Dati bancari del Croissant Rouge Tunisien:

 STB Agence centrale
RIB : 10404100120000578876
IBAN TN 59 1040 4100 1200 0057 8876
Bank Identification Code (BIC) : STBKTNTT

 
GRAZIE DEL VOSTRO SOSTEGNO !


8 marzo 2011

L'associazione PONTES festeggia le donne rendendo omaggio alle donne arabe che hanno e stanno ancora partecipando alle rivoluzioni in Tunisia, Egitto e Libia.

Il video che raccoglie le immagini delle donne nella rivoluzione !! Condividetelo !

 

 



5 marzo 2011

Democrazia e mondo arabo-musulmano : PONTES su RAIUNO

Cosa implicano i cambiamenti che risultano dalle rivoluzioni in atto nel maghreb? come si potrebbe coniugare democrazia e islam ? Il ruolo delle donne nelle rivoluzioni.

Il nostro impegno nell'abbattere gli stereotipi è stato portato nella trasmissione "Mattina in Famiglia" su Raiuno che ha gentilmente ospitato Ouejdane Mejri, Presidente di PONTES, per discutere queste tematiche.

 

Per rivedere il contenuto della trasmissione cliccare su questo link : "Mattina in Famiglia" del 05/03/2011 (dal minuto 02:01:00 al minuto 02:24:00)



21 febbraio 2011

La caduta dei tiranni : PONTES all'Infedele di Gad Lerner

L’Infedele racconterà in diretta la caduta del Muro nel mondo arabo, che ha oggi per suo sanguinoso epicentro il regime libico, cioè quello su cui il governo di centrodestra italiano aveva fondato la sua strategia mediterranea. Fino all’ultimo Berlusconi ha rivendicato la sua partnership con Muammar Gheddafi, un dittatore al potere da quasi 42 anni. E ora? Aprirà la trasmissione, collegato con noi dal Marocco, Daniel Williams di Human Rights Watch, che dopo essere stato arrestato e rilasciato al Cairo dagli uomini di Mubarak è tornato subito a monitorare la rivoluzione in atto. In studio ci aiuteranno a seguire gli eventi il giornalista libico Farid Adly, la tunisina Ouejdane Mejri e i parenti di Nourredine Adnane, ambulante marocchino di 27 anni che è morto dandosi fuoco per protesta contro i vigili di Palermo.


Per rivedere il contenuto della trasmissione cliccare su questo link : "L'infedele del 21 febbraio 2011"



31 gennaio 2011

Mubarak non è una barzelletta: PONTES all'Infedele di Gad Lerner

Tutti i nostri interlocutori europei, però, da Caracciolo a Verhofstadt, saranno chiamati stasera a confrontarsi con un pubblico in larga misura composto da egiziani, tunisini, libici e algerini. Torna a trovarci l’appassionata Ouejdane Mejri, portavoce dell’associazione dei tunisini in Italia; e accanto a lei siederà Randa Ghazi, giovane scrittrice italo-egiziana. Domanda: la caduta dei presidenti-dittatori che noi abbiamo sostenuto per convenienza (Mubarak è in carica da 30 anni, Ben Ali è fuggito dopo 23 anni di potere, ma Gheddafi risulta inamovibile da ben 42 anni), rappresenta solo un pericolo o anche un’opportunità? Davvero non abbiamo altro da auspicare che delle dittature mascherate, per i popoli nostri vicini della sponda sud?

 


Per rivedere il contenuto della trasmissione cliccare su questo link : "L'infedele del 31 gennaio 2011"



17 gennaio 2011

Ruby e i suoi fratelli da Tunisi a Torino: PONTES all'Infedele di Gad Lerner

"Per questo il volto di Ruby-Karima mi ricorda quello di tanti nordafricani proletari che vivono fra noi o che si rivoltano da giorni nel Maghreb rivendicando lavoro e libertà. Nè considero una forzatura discutere del sommovimento in Tunisia -ospiti numerosi cittadini di quel paese in fiamme- insieme ai lavoratori della Fiat Mirafiori, a loro volta protagonisti di una scelta difficile su lavoro e diritti in fabbrica. Perfino i volti dei rais nordafricani, decrepiti e in carica da decenni, contrapposti a società sempre più giovani ma prive di futuro, in qualche modo ci richiamano un pericolo che corriamo pure noi che siamo i loro vicini di casa, affacciati pochi chilometri a nord sullo stesso mare."




Per rivedere il contenuto della trasmissione cliccare su questo link : L'infedele del 17 gennaio 2011

 



19 febbraio 2011

Incontro: “Vi racconto la mia rivoluzione
Tunisia, Egitto e Iran tre mondi a confronto


Come la rivolta diventa rivoluzione e come la rivoluzione diventa pensiero comune unendo l’effetto sorpresa con il sentimento di liberazione. Che cosa ha visto l’Italia da queste rivoluzioni e cosa hanno vissuto alcuni immigrati in Italia provenienti dalla Tunisia e dall’Egitto. Che cosa accomuna o distingue la liberazione tunisina, la lotta egiziana e la realtà iraniana. Che cosa vuol dire essere un “rivoluzionario” virtuale e come si costruiscono e si supportano i movimenti rivoluzionari online.
Testimone privilegiato di due realtà, il migrante diventa reporter della sua storia con un occhio rivolto al suolo nel quale risiede, al paese nel quale costruisce il suo futuro.

Sono intervenute:

  1. Ouejdane Mejri – Associazione PONTES dei tunisini in Italia
  2. Sara Hejazi – St. John International University (Torino)
  3. Rania Said Ahmed Ibrahim – Yalla Italia
  4. Meriem Dhouib – Università di Monastir, (In collegamento da Tunisi)


Modera: Roberto Festa – Giornalista, Radio Popolare

Guardare l'intero incontro sui seguenti link:
- Prima parte
- Seconda parte

 

 



 

17 gennaio 2011

Riguardo alla rivolta delle libertà in atto attualmente in Tunisia l'associazione PONTES dei tunisini in Italia continua a sostenere le azioni di protesta pacifiche del popolo tunisino contro le violenze perpetrate dal regime dittatoriale.
Seguiteci stasera dalle ore 21.15 sulla 7, ospiti della trasmissione L'Infedele.

 


 

Milano, 23-10-2010

"Un sindaco nero a Milano"

PONTES partecipa al Consiglio comunale straordinario tenuto dalle immigrate e dagli immigrati che vivono e lavorano a Milano e che nel 2010 erano stati tra i promotori della grande manifestazione del Primo marzo “Un giorno senza di noi”.

leggi ...


Assisi, 16-05-2010

PONTES aderisce alla marcia della pace Perugia-Assisi "per un'altra cultura"

leggi ...


 

4 maggio 2010

Guide de l'étudiant tunisien en Italie

GUIDA dello STUDENTE in lingua francese nella quale abbiamo cercato di elencare e descrivere in modo sintetico ma alquanto completo delle informazioni utili ai nostri studenti durante il loro progetto di studio all’estero. Intitolata “Le GUIDE de l’étudiant tunisien en Italie. Tout ce qu’il faudrait savoir avant de partir,  pour l’installation et durant le séjour”, questa guida si colloca all'interno di un percorso che stiamo intraprendendo per l’orientamento e l’accompagnamento dei nostri studenti tunisini che decidono di proseguire i propri studi universitari in Italia.

Come primo passo abbiamo completato una ricerca sulla condizione degli studenti stranieri nella provincia di Milano e in particolare di quelli tunisini. Questa ricerca ha permesso di identificare i bisogni dei nostri studenti dal momento della loro partenza, durante la fase di installazione in Italia. Continua...


 

6 marzo 2010

"Donna e Corpo nell’Islam: la sfida dell’immigrazione"

La questione femminile è al centro del dibattito da quando il mondo arabo-musulmano ha incontrato o si è scontrato con la modernità”. Oggi la discussione che si accentra sul tema del Corpo della Donna apre anche nei paesi Europei delle polemiche che trovano la società occidentale impreparata. In questa tavola rotonda cercheremo di penetrare le dinamiche che muovono il rapporto della donna musulmana con il proprio corpo, dalle tradizioni religiose e sociali nel paese di origine alle nuove "norme" del paese di accoglienza occidentale. Sarà interessante rilevare le ragioni religiose e storiche relative al tema del velo, evidenziando come alcune donne musulmane lo portano e perché altre invece no. Discuteremo inoltre le conflittualità che nascono dalla rappresentazione e dalla convivenza con il proprio corpo per le donne musulmane nel contesto migratorio.

In occasione della giornata internazionale della Donna, l’associazione PONTES dei tunisini in Italia, sotto il patrocinio della Provincia di Milano e del Consolato Generale tunisino a Milano, organizza una tavola rotonda attorno al tema “Donna e Corpo nell’Islam: la sfida dell’immigrazione”, mettendo a confronto conoscenze di studiosi di tematiche relative all’islam ed esperienze di donne arabe, persiane, immigrate e di seconda generazione.

Vedi parte della tavola rotonda :

 

 


13 febbraio 2010

Visione della nostra associazione del percorso di integrazione

Percorso di integrazione

 

altre attività ...

 



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