LACE
Learning, Awareness and Counselling for Empowerment in the Central Mediterranean Migration Route
Dall’ascolto dei giovani alla costruzione di strumenti per progettare il futuro.
Il progetto in breve
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Titolo completo:
LACE - Learning, Awareness and Counselling for Empowerment in the Central Mediterranean Migration Route - Programma: EU- AMIF
- Finanziatore: Unione europea
- Lead del consortium: Seefar Foundation
- Partners: PONTES RI, DRC e PONTES Tunisie
- Ruolo PONTES: lead dell’implementazione in Tunisia
- Periodo: luglio 2023 – 30 aprile 2025
- Paese: Tunisia
LACE ha trasformato ricerca, ascolto e conoscenza dei contesti in strumenti concreti per chi lavora quotidianamente con i giovani. In Tunisia, PONTES ha guidato un percorso che ha collegato formazione, co-design, sperimentazione territoriale e comunicazione, coinvolgendo giovani, educatori, professionisti dei servizi pubblici e organizzazioni della società civile.
Comprendere prima di intervenire
Nei territori coinvolti, PONTES ha lavorato con giovani esposti a insuccesso o abbandono scolastico, marginalizzazione, difficoltà nella costruzione di un progetto di vita e rappresentazioni spesso idealizzate della migrazione.
Il lavoro non è stato impostato come una semplice campagna sui rischi della migrazione. L’obiettivo è stato rafforzare la capacità di giovani, famiglie ed educatori di conoscere alternative, riconoscere competenze e opportunità e costruire scelte informate e realistiche.
La ricerca e l’ascolto hanno alimentato direttamente la progettazione degli strumenti: conoscenza → co-design → sperimentazione → apprendimento → adattamento .
LACE in numeri
Alcune evidenze dell’implementazione guidata da PONTES in Tunisia.
Una rete territoriale nei contesti più vulnerabili
LACE ha lavorato in 14 territori tunisini, caratterizzati da vulnerabilità legate alla marginalizzazione, all’insuccesso e all’abbandono scolastico e all’esposizione dei giovani a percorsi migratori irregolari. La scelta dei territori ha tenuto conto anche della presenza di istituzioni e reti locali capaci di accompagnare giovani e famiglie nel tempo.
Un ruolo centrale è stato svolto dagli 8 Centres de Défense et d’Intégration Sociale (CDIS) del Ministero tunisino degli Affari Sociali, insieme a educatori, psicologi, sociologi, con 7 organizzazioni della società civile, scuole, scout, attori culturali, giovani e famiglie.
Il progetto ha inoltre sostenuto la costruzione di cartografie locali dei servizi per facilitare l’orientamento dei giovani e delle famiglie verso risorse educative, formative, sociali e di accompagnamento disponibili nei territori.
I Community Communicators: competenze che diventano azione
PONTES ha formato 80 Community Communicators: educatori e formatori della società civile, professionisti dei CDIS e giovani peer communicators, inclusi 45 scout/citizen journalists di Sfax.
Il percorso ha integrato conoscenze sulla migrazione, comunicazione con pubblici resistenti, produzione di contenuti, relazione d’aiuto, comunicazione istituzionale e media training.
L’obiettivo non era creare semplici moltiplicatori di messaggi, ma rafforzare attori già radicati nei territori affinché potessero ascoltare, dialogare e costruire comunicazione credibile con i giovani e le famiglie.
Dopo la formazione, l’87,5% dei partecipanti tunisini dichiarava di sentirsi pronto ad applicare le competenze acquisite ; il monitoraggio successivo ha rilevato che il 100% degli attori tunisini monitorati ha effettivamente realizzato attività di awareness .
Dalla ricerca agli strumenti
Un processo collaborativo e incrementale di co-design, sperimentazione e validazione.
bisogni, rappresentazioni e pratiche di giovani, educatori e territori.
strumenti con CDIS, società civile e Community Communicators.
uso con i giovani, feedback, riscrittura e arricchimento dei contenuti.
strumenti adattati, utilizzabili in autonomia e integrabili nelle pratiche locali.
Non un toolkit preconfezionato
La prima versione di Penser l’Avenir è stata condivisa, sperimentata e successivamente migliorata, ampliata e corretta collaborativamente , incorporando le indicazioni dei CDIS e della società civile.
Il lavoro di validazione ha mostrato che non bastava parlare di aspirazioni o alternative: per costruire un vero progetto di vita era necessario rafforzare la conoscenza del mondo del lavoro, delle competenze richieste e delle culture del lavoro in Tunisia e in diversi contesti internazionali .
“Demain commence aujourd’hui”
Tre guide complementari per costruire un progetto di vita informato e aperto sul mondo.
1. Conoscere sé stessi
Riconoscere interessi, valori, capacità e competenze personali e professionali. Gli strumenti aiutano i giovani a nominare ciò che sanno fare, ciò che li motiva e ciò che può diventare una risorsa nel proprio percorso.
2. Esplorare il mondo del lavoro
Comprendere professioni, competenze, opportunità e trasformazioni del lavoro, mettendo in relazione il contesto tunisino con differenti realtà internazionali e con le loro specifiche culture professionali.
3. Pensare il proprio futuro
Trasformare aspirazioni e informazioni in scenari concreti, discutendo decisioni, conseguenze e strategie necessarie per avvicinarsi ai propri obiettivi personali e professionali.
La dimensione internazionale al centro del progetto di vita
LACE non oppone semplicemente “restare” e “partire”. Il percorso accompagna i giovani a costruire un progetto informato, mettendo in relazione aspirazioni, competenze e possibilità con il mercato del lavoro locale e internazionale.
Materiali dedicati alle culture del lavoro permettono di discutere autonomia, responsabilità, rapporto con l’autorità, collaborazione, competizione, gestione del tempo, orientamento ai risultati, comunicazione, apprendimento e conciliazione tra vita personale e professionale in Tunisia e in differenti contesti internazionali.
La mobilità internazionale viene così affrontata non come una destinazione astratta, ma come una scelta che richiede informazioni, preparazione, competenze e capacità di leggere contesti sociali e professionali differenti.
“J’ai découvert des choses de moi que je ne connaissais pas.”
Testimonianza raccolta tra i giovani coinvolti nelle attività LACE.
Immaginare possibilità, non prescrivere decisioni
Uno degli strumenti utilizza la costruzione di scenari di vita. I giovani creano personaggi, discutono le variabili che influenzano le loro decisioni e immaginano futuri possibili.
I gruppi devono decidere se il proprio personaggio migrerà o resterà, motivare la scelta e identificare i fattori che hanno pesato maggiormente. Successivamente ne immaginano la vita alcuni anni dopo, fino a descrivere concretamente una giornata futura: dove vive, cosa studia o quale lavoro svolge, con chi vive, quali obiettivi personali e professionali ha raggiunto.
Il futuro diventa così qualcosa da interrogare, discutere e progettare.
“Une histoire de papiers”
Al percorso è stato affiancato un quiz interattivo sulle idee ricevute e sulle informazioni relative alla migrazione e alla vita senza documenti in Europa.
I partecipanti prendono fisicamente posizione nella sala rispetto alle possibili risposte, confrontano le proprie convinzioni con informazioni documentate e discutono ciò che emerge.
La guida per i formatori invita a non cercare di convincere immediatamente, ma a usare domande aperte, ascoltare opinioni differenti e riportare la discussione sui fatti.
Informare senza imporre: rafforzare capacità critica e decisione consapevole.
Gli strumenti tornano nei territori
Gli educatori e gli attori formati hanno trasformato il percorso in iniziative locali.
I CDIS hanno sviluppato 7 mini-progetti e 24 sessioni territoriali , coinvolgendo 250 persone, fra cui 34 genitori.
Le organizzazioni della società civile hanno realizzato 15 attività in 13 territori , raggiungendo oltre 485 partecipanti attraverso teatro, podcast, arte, orientamento e sviluppo personale.
Nell’educational outreach, 30 educatori tunisini sono stati formati; 28 su 30 (93,3%) hanno registrato un aumento delle conoscenze in almeno uno degli ambiti valutati.
Gli educatori hanno poi realizzato 11 sessioni in 8 territori , coinvolgendo 466 persone: 340 giovani e 126 genitori.
Dalle competenze locali a una campagna gestita dai territori
Gli 80 Community Communicators hanno sviluppato e diffuso contenuti attraverso le pagine delle organizzazioni locali, con accompagnamento tecnico e strategico su produzione video, editing, pianificazione e coerenza dei messaggi.
La campagna ha generato 246.024 engagement e ha contribuito anche a portare giovani verso le associazioni locali per conoscere opportunità e servizi disponibili nei propri territori.
L’outcome più importante non è quindi soltanto il reach: le organizzazioni hanno acquisito maggiore autonomia nel produrre e gestire contenuti propri.
Cosa rimane dopo LACE
Conoscenze, competenze, strumenti e pratiche che continuano oltre il finanziamento.
Conoscenza
Una comprensione più articolata delle aspirazioni, delle rappresentazioni e dei processi decisionali dei giovani rispetto al proprio futuro e alla migrazione.
Competenze
Educatori, professionisti dei CDIS e attori della società civile con maggiori capacità di ascolto, accompagnamento, facilitazione e comunicazione.
Strumenti
Tre guide del percorso “Demain commence aujourd’hui”, materiali in arabo su competenze e culture del lavoro, strumenti di scenario e il quiz “Une histoire de papiers”.
Reti e pratiche
Collaborazioni operative tra CDIS, società civile, giovani, famiglie e professionisti, con strumenti sperimentati e trasferibili nei territori.
Strumenti entrati nelle pratiche educative
A La Soukra, cinque educatrici hanno inserito le guide nel proprio portfolio di lavoro.
A Douar Hicher il percorso è stato integrato nella formazione di base del CDIS, con un ciclo di tre settimane collegato anche alla conoscenza del mondo del lavoro.
A El Fahs gli strumenti sono entrati stabilmente nella pratica educativa e il percorso è stato indicato come parte dell’offerta del centro.
In un gruppo di 20 giovani seguito dal CDIS di Douar Hicher, la psicologa del centro stimava che circa il 60% considerasse inizialmente un progetto di partenza disordinato; alla fine del percorso nessuno dichiarava più di considerare un progetto migratorio senza formazione e con una migrazione ordinata.
Questo dato viene presentato come evidenza qualitativa locale , non come risultato generalizzabile all’intero progetto.
“Nous avons cinq éducatrices qui ont été munies de ces guides. Elles l'ont dans leur portfolio de travail.”
CDIS La Soukra
Risorse LACE
Le tre guide del percorso Demain commence aujourd’hui – Mon itinéraire pour l’avenir ! , il quiz Une histoire de papiers , i materiali formatori e i report di valutazione possono essere richiesti via mail da associazioni e realtà educative pubbliche.
Esplora Ricerca & RisorseUna metodologia che resta
LACE mostra il modo in cui PONTES intende la ricerca-azione: partire dalla conoscenza dei contesti, costruire con chi opera nei territori, sperimentare, ascoltare ciò che non funziona, modificare gli strumenti e restituire capacità utilizzabili.
Il risultato non è soltanto una serie di attività, ma un patrimonio di conoscenze, strumenti, competenze e relazioni che rimane nelle mani degli attori che lavorano con i giovani.
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